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Rassegna stampa
 


Corriere della Sera, 26/04/05

Ieri matttina l'attesa inaugurazione con il sindaco e l'ambasciatore francese

Strohl Fern, la villa ritrovata

Visita allo studio di Trombadori. Veltroni: "Sistemeremo il parco"

Domenica le prime quattro visite con 100 persone. Ieri il battesimo ufficiale dell'apertur pubblica di villa Strohl Fern cui hanno presenziato il sindaco di Roma Walter Veltroni e l'ambasciatore di Francia Loic Hennekinne.

Comune di Roma e Ambasciata di Francia hanno raggiunto un accordo per consentire l'apertura del parco e della villa, che occupa un'area di 80mila metri quadri tra Villa Borghese, la Galleria d'Arte Moderna ed il Museo Etrusco.

"Si è litigato per anni - ha detto l'ambasciatore Hennekinne - Quando sono entrato nel corpo diplomatico nel 1966 il primo dossier che ho avuto è stato quello di Villa Strohl Fern. Con Veltroni e gli assessori abbiamo avuto la fortuna di incontrare interlocutori capaci di dare ai romani la possibilità di conoscere questo luogo e spero che ciò sia da esempio anche ad altri paesi".

Veltroni ha ricordato il contensioso sull'apertura della villa di proprietà dell'ambasciata francese. "Era una di quelle questioni che da 50 anni sembrava irrisolvibile - ha detto Veltroni - Ma è bastato volerla risolvere perché si concludesse brillantemente. Apriremo la villa per la Notte Bianca del 17 settembre e lavoreremo con l'ambasciata francese, per sistemare nel modo migliore il parco."

Il nobile alsaziano Alfred Wilhelm Strohl acquistò la villa nel 1879 "quando l'Alsazia era francese" ha detto Hennekinne. Tra il 1879 e la fine del secolo il nobile, esule dopo la guerra franco-prussiana, ne ridefinì l'assetto le ui origini risalivano al XVI secolo e che era parte di Villa Giulia. Strohl fece costruire gli studi dove dimorarono artisti come Francesco Trombadori, Carlo Levi e Carlo Ludovico Bragaglia. Nel 1904 anche Rainer Maria Rilke fu ospite della villa.

Veltroni e Hennekine hanno visitato lo studio di Trombadori dove sono conservati diversi quadri del pittore. "Antonello Trombadori, figlio del pittore, si batté per anni perchà la villa potesse essere aperta al pubbico", ha detto l'assessore alla cultura capitolino Gianni Borgna.

Quello presentato è il primo passo di un accordo più ampio che riguarda la villa. Sono previste infatti msotre, iniziative culturali e visite guidate, ma anche restauri degli studi, fra cui quello di Ercole Drei. La villa sarà di nuovo visitabile domenica 8 maggio, su prenotazione.

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Corriere della Sera, 20/04/05

A domeniche alterne, a partire dal 24 aprile fino a tutto il mese di ottobre

Villa Strohl Fern, il parco romantico nel cuore di Villa Borghese di proprietà dello stato francese e sede del liceo René Chautebriand, sarà aperta gratuitamente al pubblico, per la prima volta, a domeniche alterne, a partire dal 24 aprile fino a tutto il mese di ottobre. Le visite al parco, che riproporrà elementi successivamente scomparsi dal paesaggio originario, dovranno essere pernotate al numero 06 82077304.

Lo ha annunciato ieri l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Gianni Borgna, precisando che l'apertura al pubblico è frutto dell'accordo trilaterale firmato, nel marzo scorso, tra il Comune di Roma, il Ministero per i Beni Culturali e l'Ambasciatore di Francia.

La villa sarà quindi aperta per visite private, che saranno riservate a gruppi di 25 persone a cura della Sovrintendenza comunale, in collaborazione con "Zetema progetto cultura" e con l'Associazione Amici di Villa Strohl-Fern. Si potranno così ricongiungere le le sedi del polo museale etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski, con una passeggiata che lambirà le pendici settentrionali di Villa Strohl-Fern, garantendo ai visitatori un percorso suggestivo e in condizioni di sicurezza.

L'accordo per la riapertura di Villa Strohl-Fern - come anticipato dal Corriere della Sera - era stato siglato il 15 marzo scorso.

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Il Messaggero, 25/05/2000

Già, la cultura. E’ il settore che più caratterizza la presenza francese a Roma. Tre i caposaldi principali. L’école française che tiene alto il prestigio degli archeologi transalpino, il centro studi di S.Luigi dei Francesi che dipende dall'ambasciata in Vaticano. E soprattutto l’Accademia di Francia a villa Medici, che è ormai diventata uno degli snodi più vivaci della vita culturale romana. Una delle poche postazioni in cui si può cogliere il nuovo respiro dell’Europa e del Mediterraneo. Tre mostre l’anno di notevole qualità, più altre rassegne di minor impegno che periodicamente chiamano alla ribalta artisti di tutti i paesi e molte grandi firme italiane. E il merito di aver lanciato un festival, Roma Europa, ormai autonomo, che è tra gli appuntamenti scelti dell’estate e dell’autunno. Un tempo roccaforte inaccessibile villa Medici è ormai aperta ogni settimana a visite guidate. 

Così come l’altro gioiello rinascimentale in mano francese, Palazzo Farnese. L’orgoglio per il possesso di queste isole nella capitale è molto forte. Guai a metterlo in discussione. La risposta è una immediata chiusura a riccio. 

La stessa con cui per anni è stato gestito l’anomalo caso di villa Strohl-Fern, lembo estremo di villa Borghese, ceduto alla Francia dal suo proprietario. Occupato dallo Chateaubriand, ma rivendicato al Comune all’uso della città il parco resta ancor oggi inaccessibile. Una nuovo accordo diplomatico varato a giugno ne ha ceduto in concessione uno spicchio che ora consente la saldatura tra il museo etrusco di valle Giulia e la vicina villa Poniatowsky appena restaurata. Ma non ha sbloccato la vertenza per aprire il resto del parco alle visite e garantirne la conservazione.

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Il Messaggero, 18/12/1998

L’Associazione che venne fondata da Antonello Trombadori si sta battendo perché la preziosa oasi ritorni patrimonio pubblico


Villa Strohl Fern, parco dei misteri
Il liceo Chateaubriand non vuole lasciare il giardino dove si fanno “strani” lavori

di DANILO MAESTOSI


Che sta succedendo a villa Strohl Fern, ultimo spicchio di villa Borghese aggrappato ad uno sperone di tufo tra l’inizio della Flaminia e la spianata di villa Giulia? Chi ha dato il permesso di tirar su all’interno di questo parco vincolato e protetto un grande padiglione di legno che ne scempia il paesaggio? Chi ha autorizzato e finanziato le squadre di operai e le ruspe che hanno sbancato il terreno e rimodellato in modo sommario i tornanti del giardino tra villa Giulia e villa Poniatowsky, donato per testamento dall’antico proprietario alla Francia, che vi ha insediato da anni il liceo Chateaubriand? Che fine ha fatto l’accordo, sigillato dalla legge per Roma capitale, che prevedeva lo sgombero della scuola in altra area procurata dal Comune e dal governo italiano e la restituzione alla città della villa, come centro culturale gestito in comune?

A lanciare questa raffica di domande è l’associazione Amici di villa Strohl Fern, un sodalizio fondato più di 20 anni da Antonello Trombadori, poeta, scrittore e parlamentare comunista, ma soprattutto figlio di Francesco Trombadori, prestigioso pittore della scuola romana, che in quella villa, allora piena di studi di artisti, ebbe nei primi anni del Secolo la sua culla. Fu Antonello Trombadori, affiancato da un manipolo di intellettuali doc come Rosi e Fellini, a denunciare lo snaturamento di quell’angolo di paradiso al centro di Roma. Ad opporsi alle devastazioni compiute dal liceo, alla distruzione di quegli studi- museo di cui ormai resta in vita solo quello di suo padre, allo sfratto degli artisti. Lui a strappare quella soluzione, che divenne nel ’90 legge dello stato.

Alla morte di Antonello l’associazione ha continuato a sopravvivere grazie all’impegno della sorella Donatella e del figlio Duccio. Ma la situazione di villa Strohl Fern si è inabissata in un limbo opaco e fumoso. La stessa impenetrabile nube che ha avvolto i due casi che hanno giustamente messo in fibrillazione l’associazione. Risalgono entrambe all’estate scorsa. Prima quel prefabbricato, riservato- si è saputo- ai bambini dell’asilo. Un cubo di legno col tetto a capanna che invade e dimezza il viale lungo il fronte del Borghetto Flaminio, viale dei pericoli lo chiamavano gli ex inquilini di villa Strohl Fern per le insidie della scarpata scoscesa che lo fiancheggiava. Un abuso? No -dicono i carteggi ufficiali dell’operazione- tra cui figura un nullaosta della soprintendenza ai monumenti. 

Ma comunque uno scempio. Lo stesso soprintendente Francesco Zurli ci ha confermato di aver dato l’autorizzazione alla cieca, ignorando che la costruzione stravolgeva l’assetto del giardino.
In secondo luogo la pesante operazione di sbancamento e bonifica all’altezza di valle Giulia, partita ad agosto ancora in via d’ultimazione: al posto della giungla di rovi che si era formata sul fronte verso valle Giulia una strada sterrata che si arrampica a tornanti verso l’alto. 

Non ci sono cartelli. Ma l’architetto Francesco Scoppola, che dirige il restauro della vicina villa Poniatowsky, spiega così i lavori: «Il primo obiettivo è di saldare villa Poniatowsky con villa Giulia. Le due sedi che entro il Duemila saranno unificate per ampliare gli spazi del museo etrusco erano divise da quest’angolo di villa Strohl Fern, di cui i francesi ci hanno concesso l’uso. Il secondo è di predisporre un collegamento che consenta in futuro di risalire dal basso fino alla terrazza della villa e renderla così almeno in parte visitabile». L’intervento che è stato inserito nel pacchetto del Giubileo e finanziato con uno stanziamento di oltre 3 miliardi, si ferma però a metà della collina, davanti ai cancelli del liceo Chateaubriand che restano sbarrati. E forse non verranno mai aperti.

Perchè? La ricerca di una risposta è racchiusa nei meandri delle commissioni e delle conferenze di servizi che lavorano con ritmo febbrile al Giubileo. E fa emergere con chiarezza retroscena e trattative, tenute fino ad oggi nascoste, che modificano radicalmente gli scenari disegnati nel ’90 dalla legge per Roma capitale.

Prima novità. Il liceo francese non ha più intenzione di lasciare villa Strohl Fern ed ha barattato la sua permanenza con la cessione (in uso, in proprietà?) della lingua di terra giù in basso. Seconda novità il nostro ministero degli esteri invece di incalzare la scuola allo sgombero, consegnandogli l’area lungo l’Aurelia, acquistata per dieci miliardi, dove doveva costruire una nuova sede, si è arreso alle pretese dei francesi. Terza novità: sui terreni destinati allo Chateaubriand si è fatto avanti un nuovo pretendente, la terza Università, che ne reclama uno spicchio da annettere ad un appezzamento confinante, su cui vorrebbe costruire un ostello. Un’opaca operazione immobiliare che offre così ai francesi un ulteriore alibi per mantenere la postazione di villa Borghese.

Quarta novità: uno dei prezzi del baratto sottobanco in corso è stato il chiudere gli occhi sul padiglione abusivo di viale dei Pericoli. Missione compiuta: nonostante le proteste di qualche funzionario comunale la soprintendenza di stato ha finto di non vedere.

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Secondo te - Organo del II Municipio
Aprile 2005

in copertina: Francesco Trombadori - Il viale grande di Villa Strohl-fern
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La villa degli artisti apre al pubblico

Su la Strohl Fern si è finalmente giunti ad un accordo che sembra mettere fine ad una contesa lunga e controversa, che in passato ha rischiato di trascinare sull’orlo della crisi diplomatica Francia e Italia

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Alfred Wilhelm Strohl acquistò una proprietà di circa otto ettari adiacente a Villa Borghese per poi costruirci la propria residenza romana ed una serie di studi per artisti. Era il l879 ed il barone alsaziano di certo non avrebbe mai immaginato che le vicende di quella che di a poco sarebbe diventata Villa Strohl Fern potessero trascinarsi per decenni dopo la sua morte. 

Fatto sta che solo poche settimane fa, il l5 marzo (2005!),si è finalmente giunti ad un accordo che sembra mettere fine ad una contesa lunga e controversa, che in passato ha rischiato di trascinare sull’orlo della crisi diplomatica Francia e Italia. La convenzione, sottoscritta dal Vice Ministro per i Beni e le Attività Culturali Antonio Martusciello, dall’Ambasciatore di Francia Loic Hennekine e dal Sindaco Walter Veltroni, apre la villa, di proprietà francese, a gruppi di visitatori che da aprile ad ottobre potranno accedervi gratuitamente su prenotazione (tel. 060606).

Le aperture domenicali avranno cadenza quindicinale, almeno per il primo anno, e prevedono gruppi non troppo numerosi (20-25 persone), guidati da personale qualificato attraverso un percorso che per il momento esclude la zona nord della villa. Si entrerà da Viale Madama Letizia (Villa Borghese) e si visiterà lo studio Trombadori per poi passare lungo il tunnel delle rose e visitare dall’esterno il Casino principale. Si tornerà attraverso il boschetto di bambù e si visiterà il Casone, sempre esternamente. Raggiunto il Belvedere con affaccio sul Borghetto Flaminio, si passeggerà di nuovo sul viale passando davanti agli studi.

La convenzione prevede inoltre la possibilità di congiungere Villa Giulia a Villa Poniatowskij per una passeggiata confinante con la parte settentrionale di Villa Strohl Fern, ma soprattutto legittima la presenza al suo interno del liceo Chateaubriand che, dopo mezzo secolo di battaglie, vede finalmente riconosciuto il valore artistico dei suoi campi sportivi e dei servizi igienici con suggestiva panoramica sugli stessi viali alberati che ispirarono Rainer Maria Rilke.

Francesca Foresti

 


Villa Strohl-Fern, il Parnaso sulla Terra

Centro di avanguardia culturale, ospitò gli studi di moltissimi artisti di primo piano.

La storia, misteriosa ed avvincente, di villa Strohl-Ferrn, comincia nel 1879 quandoil nobile alsaziano Alfred Wilhelm Strohl, giunto a Roma dopo lunghi viaggi in Europa e in Africa, acquistò otto ettari di terreno situato a cavallo della collina che va da piazzale Flaminio a Villa Giulia, quella altura identificata dagli storici come il Monte Pariolo, teatro di battaglia tra gli eroi della Repubblica Romana e i francesi nel 1849.

Dopo un tentativo di allevarvi vacche svizzere, lo Strohl vi inizziò la costruzione di una villa in stile neogotico - da lui stesso disegnata - circondata da un parco fiabesco, che negli anni si arricchì di cipressi, cedri, lecci, platani, abeti, piante esotiche, senza contare la splendida pineta, le fontane con finte stalattiti, un ricco frutteto, il tunnel di rose, resti romani e perfino un piccolo lago.

Ma invece di godere lui solo di quel microcosmo incantato, con spirito da vero mecenate fece costruire decine di studi a lucernario, destinati ad ospitare artisti e letterati che potevano prenderli in affitto a canoni molto vantaggiosi.

Questo nobile mecenate di origine francese, figura certamente enigmatica ed affascinante colpiva la fantasia degli ospiti e dei frequentatori della villa: pittore, poeta e musicista dilettante, burbero e misantropo (ma pare fosse una posa), descritto da Antonio Baldini come un ‘bel vecchione ... col gran cappello a larghe falde, tutto vestito di nero, con la gran barba d’argento fluente sul petto, con quegli occhi grigi bellissimi seguito da due tremendi cani lupo", aggiunse al suo cognome il termine “Fern”, ovvero “lontano”. Lontano dalla patria abbandonata dopo l’occupazione prussiana? Lontano dalla famiglia che lo avrebbe voluto impegnato nella loro azienda tessile? O, piuttosto, “lontano dal mondo”? E veramenteVilla Strohl-Fern appariva come un rifugio fuori dal tempo, esotico, ben presto meta prediletta di centinaia di artisti che presero ispirazione dalla sua bellezza paesaggistica, come il poeta Rainer Maria Rilke che trovò ospitalitâ in uno studio immerso fra le querce.

Se i primi ospiti degli ateliers furono prevalentemente tedeschi, negli anni precedenti alla Grande Guerra vi arrivarono numerosi gli italiani. Villa Strohl-Fern divenne così un centro di avanguardia culturale, luogo di incontro e di confronto dei protagonisti delle “Secessioni”, le mostre promosse in antitesi e in polemica con le organizzazioni artistiche ufficiali. Erano anni di grandi polemiche nel campo delle arti figurative e plastiche, e con la prima Secessione del 1913 l’ambiente artistico capitolino iniziò ad aprirsi alle nuove tendenze europee. Arrivarono opere di Renoir, Sisley, Pissarro, Monet, Manet, Rodin. E a fianco di questi grandi esposero gli artisti che risiedevano o frequentavano Villa Strohl-Fern. Giovani chefurono protagonisti delle Secessioni successive, della significativa esposizione del 1918 alla Casina Valadier, della Prima Biennale Romana (1921) il cui presidente della giuria di accettazione era Cipriano Efisio Oppo, storico abitante della villa, pittore, scrittore, critico d’arte, giornalista, grande organizzatore di eventi artistici. E proprio a Villa Strohl-Fern Oppo meditò e progettò la Quadriennale Nazionale d’Arte Moderna, la cui prima edizione ebbe luogo nel 1931 a Roma.

Ma lungo è l’elenco degli artisti che legarono il loro nome a quello di Strohl-Fern. Da Francesco Trombadori, che alloggerà in uno degli studi fino alla morte nel 1961, a Carlo Socrate, amico e collaboratore di Picasso, che arrivô alla “corte” dell’alsaziano nel 1915; o scultori quali il faentino Ercole Drei, o Renato Brozzi, l’orafo di D’Annunzio, che risiedeva in uno studio pieno di animali di bronzo e di marmo. E poi Deiva De Angelis e Pasquarosa Marcelli, modelle di pittori le quali seppero farsi un nome anche come artiste; e il romano Nino Bertoletti, che occupà una casa-studio nella villa dal 1913 al 1916.

Il fermento artistico sull’ameno colle sopravvisse alla seconda guerra mondiale e proseguì negli anni successivi, grazie anche all’arrivo di nuove importanti figure quali Carlo Levi; ma alla fine degli anni ‘50 iniziô il calvario di Villa Strohl-Fern, al centro di casi diplomatici e dispute giudizia rie.

Strohl-Fern, morto nel febbraio del 1927, aveva lasciato la sua villa in eredità alla Francia “per opere francesi di pubblica utilità”, ponendo però tre obblighi: conservare l’unità paesaggistica della villa, raccogliervi le sue sculture in un museo, e pubblicare i suoi manoscritti. Tuttavia questi impegni non sono stati rispettati, e in particolare il mantenimento paesaggistico della villa è stato stravolto dal progetto francese di utilizzare Villa Strohl-Fern come sede per il prestigioso liceo Chateaubriand. Idea che Gianni Rodari definì "il progetto di una cosa bella e giusta nel posto sbagliato".

lniziò cosi il declino artistico e naturale della villa, con nuovi edifici e impianti sportivi che irrimediabilmente rovinarono il parco e i suoi alberi secolari. Dopo anni di contese e di ripetuti appelli da parte di artisti ospiti della villa ed esponenti del mondo culturale italiano e francese, si è arrivati alla Convenzione sottoscritta il 15 marzo di quest’anno da Francia, Italia e dal Comune di Roma. Accordo che dovrebbe consentire il miglior funzionamento del liceo francese e la valorizzazione paesaggistica e culturale della villa, in particolare della porzione non usata dalla scuola, con la speranza che non sia troppo tardi per salvare e conservare almeno un poco della bellezza e della magia della città d’arte che fu.

 

Filippo Ferrari Bellisario

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